Si definisce “Dottore della casa” il professionista che analizza le patologie edilizie e individua le cause del malessere abitativo. Fausto Redondo, architetto bresciano attivo già dalla fine degli anni Ottanta, ha costruito la propria carriera su questa visione, intrecciando divulgazione ecologica, progettazione bioarchitettonica e diagnostica tecnica. Il suo percorso rappresenta un caso esemplare di come l’attenzione alla salubrità degli ambienti interni si sia progressivamente tradotta in un approccio operativo misurabile.
Dalla divulgazione alla diagnostica: il percorso di un precursore
Redondo ha iniziato a interessarsi di ecologia in architettura quando termini come risparmio energetico e sostenibilità ambientale erano ancora ai margini del dibattito tecnico. Nel 1988 fonda lo studio Architettura & Ambiente, un nome che già richiamava il legame tra costruzione e rispetto dell’ecosistema. Con l’associazione La Casa Ecologica organizza conferenze, corsi e pubblica il volume La Casa Sana ed Ecologica nei primi anni Duemila. Tuttavia, in un periodo di forte sviluppo economico, parlare di uso consapevole delle risorse risultava spesso controproducente: si rischiava di essere etichettati come “avari” o ideologicamente schierati.
Con il tempo l’attività divulgativa si è evoluta in un lavoro diagnostico sempre più specializzato. Redondo oggi si occupa di ricerche sul gas Radon, sostanze volatili nocive (VOC) e campi elettromagnetici. La geobiologia, che studiava il rapporto tra ambiente e benessere umano, è stata accantonata come termine ma i suoi principi sono confluiti in discipline scientificamente strutturate e misurabili. Per gli ambienti confinati, il Radon rappresenta un rischio particolarmente insidioso: inquinante radioattivo, incolore e inodore, richiede un approccio diagnostico rigoroso. La qualità dell’aria indoor e l’identificazione delle fonti di disagio diventano così il cuore della consulenza che gli è valsa l’appellativo “Dottore della casa”.
Il divario tra sensibilità ambientale e pratica professionale
Nonostante la maggiore maturità normativa e la disponibilità di informazioni, la sensibilità verso i temi eco-sostenibili nell’edilizia resta circoscritta a una nicchia di mercato. Redondo osserva che il costo iniziale di materiali e soluzioni bioedili è spesso più elevato rispetto ai sistemi convenzionali. Di conseguenza, la maggior parte dei committenti si limita a soddisfare i requisiti normativi, privilegiando le scelte estetiche e solo in ultima battuta gli aspetti di salubrità. Lo scarto tra consapevolezza dichiarata e decisioni d’investimento concrete è ancora ampio.
La difficoltà non è solo economica. Nella fase tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila la bioedilizia è stata interpretata come una moda passeggera, creando confusione e frenando una diffusione più organica. Ancora oggi, un approccio sano ed ecosostenibile viene percepito come un extra di nicchia, non come un criterio progettuale ordinario. Redondo sottolinea come molte persone, pur avendo accesso a informazioni, facciano fatica a tradurle in scelte costruttive consapevoli.
Bioarchitettura e bioedilizia: definizioni operative e implicazioni progettuali
Nell’intervista con il collega Roberto Sacchi, Redondo condivide la distinzione tra bioedilizia – modo di costruire con materiali rispettosi dell’ecosistema – e bioarchitettura, che mette al centro l’abitante. La normativa ha imposto una maggiore attenzione all’efficienza energetica e al rispetto ambientale, ma la componente relativa alla salute degli occupanti resta spesso in secondo piano.
L’attività diagnostica di Redondo si inserisce proprio in questo vuoto: analizzare le difformità costruttive, individuare le cause del malessere abitativo e definire un percorso di “cura”. Il lavoro oggi si basa su strumenti scientifici e misurazioni oggettive, lontano da approcci esoterici o pseudoscientifici. I video pubblicati sul suo canale YouTube mirano a rendere accessibili temi complessi, spiegando come riconoscere i segnali di una “casa malata” e quali interventi adottare per migliorarne la salubrità.
L’evoluzione di Redondo conferma che la divulgazione teorica, se accompagnata da una pratica professionale coerente, può trasformarsi in un servizio tecnico di alto valore specialistico. La figura del “Dottore della casa” incarna la sintesi tra conoscenza tecnica, sensibilità ambientale e attenzione concreta alla qualità della vita degli abitanti.