Il 28 maggio 2026 una delegazione di tecnici e giornalisti ha visitato il cantiere CityWave a Milano, nel distretto CityLife. L’iniziativa, parte del programma “Porte Aperte” promosso da Federbeton e CTE con AICAP, ha consentito di approfondire le soluzioni costruttive di un intervento che ha pochi termini di confronto in Italia e in Europa. A guidare la presentazione tre figure chiave: Stefano Crespi (Project Director, Colombo Costruzioni), Federico Corti (Design Manager, CMB) e Marco Righi (HB Engineering, progettazione strutturale e geotecnica).
CityWave sorge su un’area di circa 56.000 m² e comprende due edifici in calcestruzzo armato, RD (21 piani fuori terra, altezza punta copertura 108 m) e RE (10 piani, 57 m), collegati da una copertura sospesa in legno denominata canopy. I lavori, iniziati a settembre 2023, termineranno entro dicembre 2026. Committente è Citylife S.p.A., partecipata da Generali; le imprese sono riunite nella consortile The Wave Scarl, formata da CMB e Colombo Costruzioni.
Canopy sospesa in X-LAM: geometrie e tesatura
La canopy costituisce il cuore architettonico e strutturale del progetto. Misura 147 m in lunghezza (luce strutturale 140 m), copre circa 4.500 m² ed è realizzata interamente in legno con cinque strati di pannelli X-LAM (Cross Laminated Timber) per un volume complessivo di 1.800 m³. È sospesa tra i due edifici tramite 19 cavi rettilinei in pianta, ancorati alle coperture in calcestruzzo. Ogni cavo, del sistema Tensa, è formato da trefoli a tripla protezione (zincatura, grasso, guaina) ed è progettato per essere sostituibile durante la vita dell’opera.
La tesatura è avvenuta in quattro step progressivi. Al momento della visita ne erano stati completati tre. Ogni cavo riceve una tensione differenziata per ottenere la forma finale voluta, con limite al 50% della resistenza secondo il FIB Bulletin 89. Marco Righi ha sottolineato che la combinazione di cinque strati di X-LAM con cavi di acciaio interni non è codificata da alcuna normativa; il progetto è stato sviluppato analiticamente e poi verificato sperimentalmente, con risultati migliori delle previsioni teoriche.
Le oscillazioni dinamiche dovute a venti estremi (tempi di ritorno superiori a 1000 anni) sono state analizzate in galleria del vento al Politecnico di Milano. Per limitare le oscillazioni a ±20 cm con vento a 36 m/s, alla base delle cosiddette “fins” metalliche sono installati smorzatori a correnti parassite (Eddy current dampers Gerb). Le fins assolvono anche funzioni idrauliche (raccolta acque meteoriche) ed estetiche, secondo il principio di “onestà architettonica” voluto dallo studio BIG – Bjarke Ingels Group.
Il monitoraggio topografico in costruzione utilizza prismi all’intradosso della copertura e una rete di stazioni. Dopo la lettura a tempo zero, a ogni step di tesatura vengono eseguite scansioni per confrontare deformate misurate e teoriche. In fase di esercizio, sensori wireless invieranno dati di spostamento a una centrale operativa.
Coperture inclinate in c.a.: getto fino a 52°
Le coperture degli edifici RD e RE rappresentano la sfida costruttiva più impegnativa. Raggiungono inclinazioni fino a 52° (paragonabili alla pendenza del K2) su superfici comprese tra 25° e 50°. La geometria deriva dalla rivoluzione matematica di una catenaria, discretizzata in un reticolo di paralleli e meridiani per consentire la realizzazione con casserature disponibili sul mercato.
Sono stati sviluppati tre sistemi distinti di casseratura e puntellazione, ciascuno affidato a un fornitore diverso. Il primo impiega travi metalliche e ponteggi multidirezionali; il secondo utilizza tavoli preassemblati a terra; il terzo, per le pendenze maggiori, adotta torri e tavoli completamente preassemblati. Nella zona di punta a 52° si è scelta una soluzione a secco con carpenteria metallica e pannelli X-LAM, evitando getti in opera.
Prima della realizzazione, è stato allestito un campo prove a Brescia (25×30 m) con tre inclinazioni: 35°, 45°, 55°. Qui sono state testate procedure di lavoro in quota e addestrati 200 operai con 90 ore aggiuntive oltre la formazione normativa. Le miscele di calcestruzzo per getti inclinati sono state sviluppate con Holcim, sperimentando diversi mix design e tecniche di vibrazione (inclusi vibratori a parete). I getti sono stati eseguiti lentamente per controllare le pressioni sui casseri, rinforzati con carpenterie metalliche e giunti tirantati.
Le solette degli edifici hanno spessore 27 cm e sono post-tese; le coperture in c.a. raggiungono 55-40 cm per trasferire le forze della canopy (fino a 12.000-15.000 kN). La post-tensione aderente elimina le trazioni in condizioni quasi-permanenti e controlla deformazioni e viscosità.
Prototipazione e test preventivi
Il cantiere ha beneficiato di una fase di sperimentazione estesa. Le prove aerodinamiche della canopy sono state condotte in tre sessioni: la prima nel 2020 da HB Engineering in India e Canada (modello 1:200 e 1:70), la seconda nel 2024 al Politecnico di Milano (modello 1:70) dopo la riduzione della superficie della canopy da 5.000 a 4.500 m². All’Università di Trento sono stati testati campioni bidimensionali 7,5×7,5 m per resistenza, rigidezza e smorzamento intrinseco, con 50 campioni per le connessioni bullonate. I 19 cavi di sospensione pesano complessivamente 57.000 kg.
I pannelli X-LAM sono preforati a controllo numerico per evitare interferenze con i cavi. L’assemblaggio richiede circa 350.000 viti per l’intera canopy.
Sostenibilità: fotovoltaico custom e geotermia
CityWave ha ottenuto le certificazioni LEED, WELL e WIREDSCORE tutte al livello Platinum. Il 65% dell’energia proviene da fonti rinnovabili. Sulla copertura dell’edificio RD sono in fase di installazione 11.000 pannelli fotovoltaici customizzati, con gradazioni cromatiche di grigio definite dallo studio BIG, per una potenza di picco di circa 1,4 MW. L’impermeabilizzazione è affidata al sistema Riverclack (lamiera aggraffata), che funge anche da supporto per i pannelli. Gli impianti meccanici includono geotermia con acqua di falda e recupero di calore a condensazione.
Dati di progetto in sintesi
| Voce | Valore |
|---|---|
| Volume complessivo | 475.000 m³ |
| Superficie fuori terra | 89.000 m² |
| Calcestruzzo armato | 84.100 m³ |
| Acciaio d’armatura | 12.000 t |
| Cavi post-tensione | ~400-450 t |
| Carpenteria metallica | 800 t |
| Legno X-LAM (canopy) | 1.800 m³ |
| Cavi sospensione canopy | 57.000 kg (19 cavi) |
| Pannelli fotovoltaici | 11.000 (1,4 MW picco) |
| Certificazioni | LEED, WELL, WIREDSCORE Platinum |
L’iniziativa “Porte Aperte” di Federbeton ha permesso di toccare con mano un cantiere dove le competenze industriali italiane dialogano con un progetto architettonico senza precedenti. Le 36.000 attività del programma lavori, la WBS a otto livelli, la pianificazione 4D e la squadra di soccorso industriale (con personale specializzato in interventi in quota fino a 100 m) testimoniano un livello di organizzazione e sicurezza che va oltre l’edilizia civile tradizionale, avvicinandosi agli standard di settori come oil & gas e grandi infrastrutture.