Eliminare ogni alternativa: ridurre di oltre il 20% i costi del ciclo di vita delle grandi opere.

Quantificare il beneficio economico della digitalizzazione applicata alle grandi opere rappresenta una sfida complessa per il settore delle costruzioni. La sicurezza strutturale, tradizionalmente considerata una voce di costo, potrebbe essere reinterpretata come leva di efficientamento finanziario grazie a strumenti di monitoraggio e modellazione predittiva.

Il modello di stima per l’efficienza delle infrastrutture

Un contributo concreto in questa direzione arriva dall’Osservatorio Digital & Smart Infrastructures della School of Management del Politecnico di Milano. I ricercatori hanno elaborato un modello in grado di tradurre in termini numerici l’impatto dei sistemi avanzati di Structural Health Monitoring (SHM) lungo l’intero ciclo di vita di un’infrastruttura. L’algoritmo sviluppato permette di associare a ogni fase progettuale, costruttiva e gestionale un valore economico diretto, mettendo in relazione i costi di digitalizzazione con i risparmi ottenibili in termini di manutenzione, gestione del rischio e prolungamento della vita utile.

Monitoraggio strutturale e ciclo di vita: l’impatto sui costi

Il modello si concentra sull’integrazione dei dati provenienti da sensori e sistemi di monitoraggio continuo. L’SHM, applicato in modo sistematico, consente di passare da una logica di manutenzione programmata a un approccio predittivo, riducendo interventi non necessari e concentrando le risorse dove effettivamente necessarie. L’analisi economica sviluppata dall’Osservatorio tiene conto delle variabili tecniche tipiche delle grandi opere, dalla fase di costruzione fino alla dismissione, fornendo ai progettisti e ai gestori un parametro oggettivo per valutare l’investimento in tecnologie digitali.

Le implicazioni per i professionisti della progettazione strutturale sono significative. Disporre di una metrica chiara del ritorno economico della digitalizzazione permette di rendicontare con maggiore precisione i benefici delle scelte progettuali, a partire dalla fase di calcolo e modellazione. I dati raccolti dal monitoraggio in opera possono inoltre essere utilizzati per affinare i modelli numerici, migliorando l’affidabilità delle verifiche e l’efficienza delle strategie di intervento.

L’approccio proposto dal Politecnico di Milano offre quindi un quadro di riferimento per allineare le scelte tecniche alle logiche di sostenibilità economica, trasformando la sicurezza strutturale da semplice obbligo normativo a variabile strategica nella gestione del ciclo di vita delle infrastrutture.

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